MONETE

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La moneta è un oggetto di scambio ma, una volta storicizzato, è un documento di arte, storia ed economia. Per quanto complessi possano essere tali fattori, la moneta li racchiude tutti in pochi millimetri di diametro: nelle immagini, l'arte e la storia del "governo che le ha emesse"; attraverso i "valori" e il metallo la storia economica e degli scambi fra popoli; con la tecnica di realizzazione, la storia della tecnica metallurgica.
La raccolta numismatica del Museo della Zecca attualmente è costituita da oltre l0.000 pezzi, esposti in 37 vetrine e comprende monete in oro, argento e altri materiali, provenienti da zecche di Stati italiani ed esteri dal medioevo ai giorni nostri.
Fra le monete degli antichi Stati italiani si possono ricordare alcuni genovini di epoca tardo medievale, e monete del ducato di Milano di epoca rinascimentale. Sono da segnalare inoltre le monete del Regno di Napoli.
Proveniente dal nucleo originario della collezione è la raccolta di monete dello Stato Pontificio dal XV al XIX secolo - con una netta prevalenza di pezzi di Pio IX coniati nelle zecche di Roma, Ancona, Bologna, Ferrara e Foligno. Sono esposti anche i baiocchi della Repubblica Romana del 1849.
Nel Museo sono inoltre presenti tutte le monete emesse dal Regno d'Italia tra il 1869 e il 1945, comprese quelle coniate dalle zecche preunitarie di Milano e Torino e quelle emesse dalla nostra Repubblica, dal 1946 ai giorni nostri. Incluse nel gruppo vi sono anche le monete coniate dalla zecca italiana su commissione di Stati esteri.
Una sezione è dedicata alla monetazione italiana per le Colonie e per il Regno d'Albania.
La collezione di monete estere, incrementata a partire dagli anni 1910-1914, è composta da monete di Stati europei ed extra europei dal XIV ad oggi.
All'interno della collezione di monete straniere vi sono anche dei pezzi insoliti rispetto alla comune idea di moneta, quali ad esempio i gettoni monetali in porcellana emessi in Germania nel periodo della grande inflazione del 1923, le monete nepalesi in corno inciso Infine, sono da ricordare i gettoni in rame, istituiti da Pietro il Grande di Russia, come contromarca per l'imposta sulla barba, tassa rimasta in vigore fino a Caterina II (1729 1796).


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