MEDAGLIE
PONTIFICIE | DEVOZIONE | MODERNE |

La medaglia si fa a memoria di uomini illustri, di forma simile alle monete; la parte dove è il ritratto della persona, in onor della quale è fatto, chiamasi il ritto; e l'altra parte, ove è Impresa, Ieroglifico, o emblema, dicesi il rovescio di essa.
[Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano delle Arti del Disegno, Firenze 1681]

La medaglia è un oggetto di difficile definizione, ha forma di moneta ma non ha i fini di mezzo di scambio; ha una destinazione prettamente celebrativa ed estetica.
Il gusto per tali opere nasce dal Medioevo con lo studio delle monete dell'antichità. Riprendendo la tradizione del piccolo ritratto dipinto, la medaglia nei secoli diviene un complesso gioco di analogie; una sorta "racconto" sul personaggio rappresentato e sulla "casata", utilizzando gli schemi e le analogie dell'iconografia monetale classica.

Il Museo della Zecca conserva circa 7.000 opere medaglistiche raggruppate in tre nuclei principali.
Il primo nucleo è costituito dalle medaglie pontificie, complessivamente 1913 opere. Sono nella maggior parte "riconiazioni" (ossia nuove medaglie prodotte con i conii originali) della prima metà dell'Ottocento, realizzate dal direttore della Zecca pontificia Francesco Mazio, con lo scopo di raccogliere le immagini dei pontefici e produrre serie complete di medaglie papali, da papa Martino V a Pio VII. Queste medaglie si possono considerare dei veri e propri documenti sulla storia del potere laico e religioso esercitato dai pontefici. Se il dritto nell'effigie del papa dimostra l'evoluzione della ritrattistica ufficiale, il rovescio racconta per immagini i principali avvenimenti del papato, come - per esempio - le costruzioni di monumenti e le opere pubbliche promosse dall'autorità pontificia. A completamento delle serie del Mazio si conservano le medaglie annuali dei pontefici fino a papa Paolo VI.

Il secondo nucleo è composto dalle cosiddette "medaglie religiose" o di "devozione" databili dall'epoca tardo barocca fino alla metà dell'Ottocento. Queste medaglie appartengono a un genere "popolare", ma non per questo meno importante dal punto di vista artistico. Le medaglie di devozione in origine erano eseguite dagli Incisori Camerali, cosiddetti perché lavoravano su contratto della Camera Apostolica Vaticana. Gli incisori camerali, questi oltre alla produzione di conî per le medaglie e monete pontificie, eseguivano anche queste piccole medaglie per i pellegrini e i devoti che giungevano nella città di Roma.
Sono medaglie di piccolo formato, per lo più ovali con attaccaglia, in bronzo oppure ottone, con originali e delicate raffigurazioni di santi e oggetti di culto. Un cospicuo gruppo di medaglie di devozione è opera degli artisti della famiglia Hamerani, ma pregevoli lavori sono eseguiti anche da Giuseppe (1808-1877), Francesco Bianchi (1842-1918) e Bonfiglio Zaccagnini (1793-1867).

Il terzo nucleo della collezione comprende in gran parte la produzione medaglistica fra la fine del XIX e prima metà del XX secolo. Questo gruppo di opere illustra un periodo molto interessante per la medaglia. Fra le opere vi è la donazione di medaglie, in gran parte fuse, di Orlando Paladino Orlandini (1905 1986) e la recente acquisizione di opere di Publio Morbiducci (1889-1963).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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