MEDAGLIE MODERNE
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Con l'avvento delle nuove tecniche di produzione monetaria agli inizi del XX secolo anche la produzione di medaglie conobbe una nuova stagione. L'innovazione tecnica del pantografo permise infatti anche agli scultori, artisti non specializzati nelle tecniche dell'incisione, di avvicinarsi all'arte del conio. Così la medaglia, senza distinzione con gli altri generi scultorei, fu eseguita da molti scultori e non fu più solo un oggetto creato per committenze ufficiali, ma cominciò ad essere richiesta anche dal pubblico borghese per una fruizione privata.

Il nucleo delle medaglie "moderne" del Museo Numismatico della Zecca ha diversi punti d'interesse; è un fondo eterogeneno ma con al suo interno dei gruppi che ben documentano l'evoluzione della medaglia fra l'Ottocento e la metà del Novecento.
Nel gruppo di opere realizzate dagli artisti che operarono nell'Ottocento e a cavallo del nuovo secolo come Giuseppe Girometti (1780-1851), Filippo Speranza (1848-1903) e Luigi Giorgi (1848-1912), tutti attivi presso la Zecca, si evidenzia come il passaggio tecnico dell'incisione a taglio diretto alla incisione meccanica al pantografo di riduzione abbia determinato un diverso trattamento dell'immagine.
Un numero consistente di opere appartengono agli inizi del Novecento, periodo in cui l'Eclettismo post unitario e il decorativismo Art Nouveau si fondono in opere di particolare interesse. Fra gli artisti presenti in questo nucleo si devono ricordare Egidio Boninsegna (1869-1958), Pietro Canonica (1869-1959), Leonardo Bistolfi (1859-1933), Domenico Trentacoste (1859-1933) e Davide Calandra (1858-1915), autori inoltre anche di modelli per moneta. Poi si devono ricordare: Duilio Cambellotti (1876-1960) e Marcella Lancelot Croce (1854-1935 ca.), una delle poche donne che si dedicò alla scultura e all'incisione. Più vicini alle correnti classiciste e del "Novecento"sono da menzionare: Aurelio Mistruzzi (1880-1960), Bernardo Morescalchi (1895-1975), Federico Papi (1897-1982), Giorgio Morigi (1908-1941), e Giuseppe Romagnoli (1872-1966), formati e attivi all'interno della Scuola dell'Arte della Medaglia.

Nel secondo dopoguerra la medaglia perde in parte la funzione "celebrativa" e ufficiale. Si svincola dalle convenzioni per acquisire maggiore libertà espressiva. La tecnica di produzione, fusione o coniazione, viene effettuata per una scelta estetica, formale, e non dettata da vincoli tecnici.
Le opere che documentano questo periodo nella collezione di "medaglie moderne" sono da ricondurre a Orlando Paladino Orlandini (1905-1986), Francesco Giannone (1906), Pericle Fazzini (1913-1987), Giacomo Manzù (1908-1991), Emilio Greco (1913-1995).
Di particolare rilevo sono i due fondi con opere di Orlando Paladino Orlandini e di Publio Morbiducci.
Il fondo di Orlando Paladino Orlandini comprende circa 60 medaglie fuse dal 1930 fino al 1967. L'artista, scultore e medaglista, è stato allievo della Scuola dell'Arte della Medaglia (1932) e poi dal 1941 membro permanente del Consiglio Direttivo della Scuola stessa.
Il fondo di Publio Morbiducci - acquisito nel 2001 - è composto da 85 gessi e 75 fusioni. Sono tutti modelli originali (gessi e fusioni) di medaglie e placchette e prove di moneta di grande di interesse storico artistico. Tale materiale unito a quello già presente nelle collezioni permette di avere un percorso ampio dell'opera dell'artista per quanto attiene l'ambito di interesse del Museo: dal modello in gesso, alla fusione, all'opera finita. Publio Morbiducci (1889-1963), scultore, pittore e xilografo, è stato recentemente oggetto di rivalutazione artistica e approfondimento critico. L'artista è stato allievo della Scuola dell'Arte della Medaglia, con Giuseppe Romagnoli; è stato altresì allievo di Duilio Cambellotti. Nel corso della sua vita artistica ha operato sia nell'ambito della sculura monumenale (il monumento al Bersagliere sul piazzale di Porta Pia, del 1931), sia nella modellazione per medaglie e monete. Ha realizzato i modelli per la moneta da due lire del 1923.


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Marcelle Renée Lancelot Croce (1854-1935 ca.)
1913
Fondazione Carnegie
DRITTO:all'esergo su due righe FONDAZIONE CARNEIGIE; testa di fronte, sul fondo tra tralci di alloro e scene di eroismo
ROVESCIO: VEDI QVANTA VIRTU' L'HA FATTO DEGNO/ DI REVERENZA…/PAR. VI; sul piano a destra: M. LANCELOT CROCE 1913; figura allegorica della Pietà con in mano una corona di alloro conforta una donna velata, in basso dietro di loro una salma.
Ø 60mm
bronzo
Questa opera ricorda la fondazione istituita dall'imprenditore scozzese Andrew Carnegie in undici paesi dal 1904 al 1914, per insignire di particolari premi persone che si fossero distinte in azioni umanitarie.
Marcelle Renée Lancelot Croce, scultrice e d incisore francese, è stata una delle poche donne che si è cimentata nell'incisione agli inizi Novecento. Fu membro della "Commissione tecnico-artistico monetaria", istituita dal Ministero del Tesoro nel 1905 per esaminare i modelli delle nuove monete nazionali.



Duilio Cambellotti (1876-1960)
1913
Festa degli alberi
DRITTO:FESTA DEGLI ALBERI/ MINISTERO/ DELL'ISTRUZIONE in tre righe in camp; in allto testa dell'italia turrita fra due tralci di alloro
ROVESCIO: bambino di fronte seduto su una balaustra che tiene con la sinistra il tronco di un albero, dietro volti di bambini fra i rami
Ø 80mm
bronzo
Questa opera ricorda la festa celebrata dal 1898 in Italia per infondere nei giovani il rispetto e l'amore per la natura.
Duilio Cambellotti (Roma, 1876-1960) esordì come scultore, ma si affermò poi anche come scenografo teatrale, incisore, ceramista. Illustrò molti libri e realizzò fra l'altro anche dei cicli pittorici sulla vita contadina. Fu un artista completo e fre le sue forme di espressione utilizzò anche la medaglia ad altissimi livelli.



Attilio Motti (1913-1935)
1927
A ricordo dell'edificazione della Zecca
DRITTO: /AEDES NVMMIS CVDENDIS/REGNI SPLENDORI/BONARVQUE.ARTIVM INCREMENTO/EXECITAE/OMNIGENNIS ADDITIS ISTRVMENTIS/AN MDCCCXI: sul piano: AN.V. A. MOTTI prospetto dello stabilimento monetario, all'esergo legenda
ROVESCIO: REGNVM_ITALICUM; testa dell'Italia turrita volta a destra
Ø 82,1 mm
bronzo
Attilio Silvio Motti, scultore e incisore, nel 1913 fu nominato incisore capo della Regia Zecca. Ricoprì tale carica fino al 1935 incise numerosi modelli per monete e di medaglie, negli stessi anni fu anche insegnante d'incisione alla Scuola dell'Arte della Medaglia.



Attilio Motti (1913-1935)
1929
Trattato lateranense
DRITTO: PIO XI PONTEFICE. MAXIMOVICTORE EMMANVEL. III. ITALORVM. REGE. DISSIDIVM. DIV PRODVCTVM.REIPVBLICAE. ROMANAEQVE. CVRIAE. IVRIE COMPOSITVM; sul piano su due righea sinistra: PIVS XI/PONT. MAX. a destra VICT. EMM. III/REX - al centro allegoria alta della Storia; ai lati, entro ghirlande di alloro a sinistra testa di Pio XI, a destra testa coronata del Re
ROVESCIO: III. IDVS. FEB. A. MCMXXIX. IN AEDIBVS. LATERANENSIBVS. PIO. IX. PETRVS. GASPARRI. VICTORI. EMMANVEL. III. BENITVS. MVSSOLINI. LEGATI. PRAESTANTISSIMI. NOMINA. SVBSCRIPSERVNT. sul bordo del tavolo ATTIVS MOTTI PVBLICVS CAELATOR FECIT. ; Mussolini e il cardinale Gasparri firmano, seduti ad un tavolo, il trattato lateranense
Ø 75mm
bronzo
La medaglia ricorda la firma dei Trattati Lateransi fra la S.Sede e l'Italia il 7 giugno 1929, la firma di Attilio Motti, come publicus caelator,.indica come la medaglia, attraveso il suo autore, sia testimonianza e documento dello storico evento.
Attilio Silvio Motti, scultore e incisore, nel 1913 fu nominato incisore capo della Regia Zecca. Ricoprì tale carica fino al 1935 incise numerosi modelli per monete e di medaglie, negli stessi anni fu anche insegnante d'incisione alla Scuola dell'Arte della Medaglia.



Giuseppe Romagnoli (1876-1960)
1937
Bimillenario di Augusto
DRITTO:/ DIVVS. AVGVSVS sotto G.ROMAGNOLI, testa coronata di alloro volta a destra
ROVESCIO:VOTA BIS MILLESIMA FELICITER, all'esergo su tre righe, VICTORIO. EMAN. III. REGE. IMP/ BENITO . MVSSOLINI. DVCE/ A.XV.A.F.R.; sulla destra la Dea roma siede con in mano una vittoria alalta; sulla sinistra tre figure allegoriche le recano cornucopia, fascio littorio ed insegna di legione.
Ø 85mm
bronzo
Questa opera è la medaglia ufficiale per la Mostra Augustea della Romanità allestita nel 1937 nel Palazzo delle Esposizioni sotto la direzione di Giulio Quirino Giglioli per celebrare la ricorrenza del bimillenario della nascita di Augusto.
Giuseppe Romagnoli, scultore bolognese, dal 1909 Direttore e docente di modellazione presso la Scuola dell'Arte della Medaglia. Dagli anni Venti del secolo di dedicò quasi completamente alla medaglistica ed eseguì ben 69 modelli per moneta dal 1918 al 1951.



Orlando Paladino Orlandini (1905-1986)
1945
Miei figli - Nido
DRITTO:.ORLANDO.FRANCA.LVISANNA.ORLANDINI.1945; tre busti di bambini
ROVESCIO: Orlando Paladino Orlandini; tre bambini che giocano
Ø 62 mm
bronzo fuso
Questo lavoro mostra una delle tematiche principali dell'artista, la famiglia e il quotidiano Infatti mostra i suoi figli con spontaneità mentre giocano allegramente.
L'artista toscano fu allievo della Scuola dell'Arte della Medaglia dal 1929 al 1932 e in seguito fece parte del Consiglio Direttivo; rimase sempre legato alla sua esperienza all'interno della Zecca tanto da donare al Museo un cospicuo gruppo di sue medaglie.


 
Orlando Paladino Orlandini (1905-1986)
1953
Autoritratto
DRITTO: ORLANDO.PALADINO.ORLANDINI.; busto maschile di spalle, la testa di profilo a sinistra
ROVESCIO: liscio
Ø 95 mm
bronzo fuso
L'artista toscano fu allievo della Scuola dell'Arte della Medaglia dal 1929 al 1932 e in seguito fece parte del Consiglio Direttivo; rimase sempre legato alla sua esperienza all'interno della Zecca tanto da donare al Museo un cospicuo gruppo di sue opere medaglistiche.


 
Orlando Paladino Orlandini (1905-1986)
1962
Il fiore
DRITTO: . O._P._O.; donna china a sinistra, sorregge un bambino mentre raccoglie un fiore
ROVESCIO: liscio
Ø 87 mm
bronzo fuso
L’artista toscano fu allievo della Scuola dell’Arte della Medaglia dal 1929 al 1932 e in seguito fece parte del Consiglio Direttivo; rimase sempre legato alla sua esperienza all’interno della Zecca tanto da donare al Museo un cospicuo gruppo di sue medaglie.






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