CONII E PUNZONI
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I RICONI DEL MAZIO
Una delle raccolte più interessanti del Museo è costituita dal nucleo di medaglie, conî e punzoni della Collezione Pontificia.
L'origine della raccolta risale alla fine del '700, quando la Camera Apostolica decise di acquistare tutto il materiale creatore disponibile sul mercato obbligando, nello stesso tempo, gli incisori a consegnare i conî di nuova produzione, ponendo così fine all'usanza di lasciare agli artisti i conî da loro incisi. Il primo importante acquisto fu fatto nel 1796 quando la Camera Apostolica rilevò dagli Hamerani (importante famiglia d'incisori, che operò a Roma tra il XVII e il XVIII secolo) 748 conî di medaglie pontificie. Si costituì, così, il primo importante nucleo dell'attuale collezione.
La ricerca degli oggetti da conio disponibili era finalizzata alla realizzazione di una "Storia Metallica dei Romani Pontefici", a partire da Martino V.
A causa delle difficoltà politiche di quegli anni e a motivo delle trattative spesso lunghe, ci volle molto tempo per realizzare il progetto.
Passarono, infatti, più di quindici anni dall'iniziale acquisto prima che si potesse aggiungere altro materiale al nucleo originario di conî. Nel 1812, venne acquistato un conio dal famoso medaglista Tommaso Mercandetti e successivamente nel 1822 altri due, incisi da Luigi Dies.
Il direttore della Zecca Pontificia, Francesco Mazio, sempre nello stesso anno, visto il notevole aumento del materiale, propose la creazione di un Gabinetto Numismatico con lo scopo primario di restaurare e conservare i numerosi conî nonché produrre e vendere le medaglie riconiate.
Nel 1823 la Zecca Pontificia entrò in possesso di altri 200 conî, conservati nella Biblioteca della famiglia Barberini.
Finalmente nel 1824 le medaglie riconiate erano pronte per la vendita e riscossero grande successo sul mercato. Gli esemplari ottenuti dalla nuova coniazione risultavano diversi dagli originali sia nel metallo sia nei diversi accoppiamenti dei coni del dritto e del rovescio. Una parte degli introiti fu utilizzata per restaurare i conî rotti o danneggiati (molti dei quali utilizzati fino all'esaurimento).
I "restauri" furono affidati, dal 1824 al 1839, agli incisori Nicola Cerbara e Luigi Gennari.
Tali interventi consistevano in alcuni casi nel prendere un'impronta del conio per poi riprodurlo fedelmente, evidenziando, comunque, delle piccole diversità per consentirne l'identificazione. In altri casi, invece, quando il conio mancava, si procedeva ad un vero e proprio rifacimento, incidendolo nuovamente seguendo le tematiche già esistenti.
Alla serie di riconiazioni fece seguito un catalogo redatto da Giuseppe, figlio di Francesco Mazio, che nel 1849 successe al padre nella carica di Direttore della Zecca Pontificia.
Nel 1870 tutti i Beni della Zecca Pontificia divennero di proprietà del Governo Italiano, ivi compresa la Collezione dei riconi del Mazio e il materiale creatore realizzato per le medaglie pontificie fino a Pio IX.

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