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Nel
1822 Francesco Mazio, direttore della Zecca Pontificia di
Roma, si fece promotore di un progetto per la costituzione di un
Gabinetto Numismatico per la conservazione e il restauro dei conî
esistenti e la riconiazione di medaglie pontificie.
Un anno dopo, nel 1823, la Zecca Pontificia acquisì
altri 200 conii pontifici conservati presso la Biblioteca della
famiglia Barberini. Negli anni successivi Giuseppe Mazio, figlio
di Francesco cui succedette alla carica di direttore della Zecca
Pontificia, proseguì l'opera di riacquisizione e restauro
dei conii in modo da costituire negli anni una "storia metallica
pontificia"
Nel 1870, con Roma capitale del nuovo Regno, la Zecca Vaticana
fu assorbita dal Ministero delle Finanze e tutto il materiale in
essa contenuto, compreso il Gabinetto Numismatico, fu acquisito
dallo Stato italiano.
Il Gabinetto Numismatico, divenne parte integrante della nuova Zecca
del Regno. La raccolta fu arricchita di nuove acquisizioni di monete
e medaglie e di interessanti bozzetti per medaglie e monete. Infatti,
nel 1911 furono acquistati 368 modelli in cera di Benedetto
Pistrucci (1784-1855) e nel 1927 furono acquisiti 95 modelli
in cera degli incisori pontifici Giuseppe (1808-1877) e Francesco
(1842-1918) Bianchi. Inoltre, negli anni, il re Vittorio Emanuele
III incrementò la raccolta con numerose donazioni della sua
collezione personale.
Nel 1911 il Museo fu collocato nel nuovo edificio della Zecca
sull'Esquilino in tre sale al primo piano. Una sala era dedicata
alle monete e medaglie italiane ed estere, l'altra alle cere del
Pistrucci e l'ultima alla collezione pontificia (tale collezione
nel 1911 fu esposta anche nella Mostra d'arte retrospettiva di Castel
S.Angelo in occasione dell'Esposizione Internazionale a Roma).
Nel 1962 parte della collezione fu esposta in alcuni locali
di via XX Settembre all'interno Palazzo dei Ministeri Finanziari,
con l'allestimento museografico a cura dell'arch. Franco Minissi.
In seguito alla legge n. 154 del 20 aprile 1978, che sancì
il passaggio della Zecca di Stato all'Istituto Poligrafico, anche
le collezioni numismatiche del Museo della Zecca entrarono a far
parte del patrimonio di questo Istituto.
Il Museo attualmente è un luogo di studio e conservazione
in costante aggiornamento; le collezioni vengono costantemente arricchite
con le monete della Repubblica e con nuove acquisizioni. Fra queste
si evidenziano 34 cere di Benedetto Pistrucci, che vanno ad re il
"corpus" dell'artista conservato nel Museo e il fondo
di modelli e fusioni di Publio Morbiducci (1889-1963).
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